



Sono conosciuta sul web come Yaya.
Ho un blog che scrivo regolarmente e curo da più di due anni ormai, narra la mia vita, i miei amori, le mie passioni. Dentro c'è me stessa. Tutto ciò che sono stata e che sono ora. Pubblico, forse troppo. E troppo facile trovarmi.
E allora perchè questo blog?
Perchè per un periodo della mia vita ho avuto bisogno di nascondermi, di fuggire. Questo piccolo angolo di mondo mi ha salvato più volte dalla pazzia, uno sfogo al turbinio di parole che naufragava nella mia mente e aveva bisogno di essere riversato da qualche parte.
E mi ha salvata. E' stato il rifugio dove fuggire quando il male era troppo grande.
Ma ora lui è scomparso dalla mia vita, per sempre. Niente più messaggi, niente più paroline dolci.
Mi vantavo di essere forte, di non aver bisogno di mettere quel muro tra noi.
Ma sbagliavo.
E ora chiudo tutto, spolvero le ali, sono di nuovo io, sono pronta a volare di nuovo.
Sto bene, sto finalmente bene.
Molte delle persone che sono approdate qui mi conoscono nella vita vera, sanno chi sono, da dove vengo.
Altre invece le ho trovate proprio grazie alle parole taglienti e dolorose che ho riversato qua.
Ho trovato persone speciali e continuerò a seguirle, ma con la mia vera identità.
Questo piccolo angolo di mondo chiude, perchè sto crescendo, perchè non ho più bisogno di nascondermi.
Se vi va, mi trovate su
http://fairyland.altervista.org/blog/
Io, solo e semplicemente io.
Un grazie per le vostre parole, un grazie a chi mi è stato vicino, un grazie ad ogni commento fatto, un grazie ad ogni bacio ricevuto.
Il cielo mi aspetta, riprendo il volo... vi voglio bene...
Nero attorno agli occhi e attorno al cuore nel giorno dell'addio.
Addio per tutti.
Un funerale mi riporta volti persi.
Lacrime amare dense goccie gravide di dolore.
E lui che non ha capito un cazzo di quello che provo.
Riprenderò in mano i pastelli a cera dei tenui colori, ora che sta arrivando la primavera. Ho toccato l'apice del dolore.
E il bioritmo sale e scende.
E ora salita davanti a me, devo tornare splendente fata dalle ali dorate.
Che cos'hai?
Me lo hai chiesto mentre stesi sul letto guardavamo Alex e i drughi in giro per la città.
Che cos'hai sembri diversa?
E ora come te lo dico? Come ti spiego come forse mi sono sbagliata?
Che forse è stato bello innamorarmi dell'idea di poter ancora perdere la testa per qualcuno.
Ma era solo l'idea.
Non sono pronta ancora ad affrontare una storia.
Mi conosci da una settimana come cazzo ti permetti di chiamarmi "amore"? Non sono il tuo amore.
Non ho ancora superato appieno l'essere mandata a 'fanculo da colui che consideravo "l'uomo". E ora mi sarebbe piaciuto iniziare una relazione. Mi sarebbe piaciuto perchè sarebbe stata la medicina migliore. Un bel chiodo. Anzi qualcosa di più. Perchè volevo crederci davvero. Perchè davvero volevo lanciarmi in questa cosa.
Ma non sono pronta.
Voglio poter uscire con chi mi pare, quando mi pare. Voglio essere corteggiata e voglio corteggiare.
Sono solo una stupida.
Vittima per mesi ora mi sento carnefice.
E mi sento tanto stronza.
Ma non so che farci...
Mi riprendo solo ora da una febbre allucinatoria che mi ha bloccato a letto per 2 giorni.
C'era una persona a coccolarmi.
Buffo.
Ho deciso sabato di chiudere tutto. E martedì ho trovato due occhi nuovi.
Se li avessi incontrati anche solo una settimana prima non avrei reagito allo stesso modo.
E ora non voglio nulla, non mi aspetto nulla. So solo di stare bene, so solo che le piccole consuetudini di sms e telefonate mi fa stare bene.
So solo che gli ho rovinato una mattinata vaneggiando con la febbre alta.
E ora? Ora non so. Non penso e non voglio pensare.
Stasera riesco finalmente ad essere lucida, dopo ore di vaneggiamenti bloccata a letto con mamma che preparava spremute.
Ora riesco ad essere lucida e parlando al telefono con un'amica mi rendo conto che nonostante paranoie e elucubrazioni sto bene.
E' un bel periodo fatto di belle facce e locali e uscite.
E' un bel periodo e c'è una nuova persona che si preoccupa della mia salute. E mi raccomando, mi dice, mangia che non stai mangiando nulla, mangia che appena starai bene ti porterò a cena fuori.
E sorrido...
Ho taciuto per ritrovare me stessa.
L'ho detto troppe volte nell'ultimo mese e ora sono pronta.
C'è stato l'ultimo confronto.
Un'ultima cena.
Era bellissimo. Io di più.
L'ultima volta in cui, guardandomi, si è potuto permettere di dire "quanto sei bella".
Ho finalmente finito di raccogliere la forza che stavo cercando. C'è voluto tempo. Mi credevo potente ma ora so che ci vuole tempo. Riordino delle idee.
Non ho mentito. Credevo di aver la forza per chiudere, ma mi rendevo conto che non lo avrei fatto finchè la speranza era ancora viva.
Ora è morta.
E forse mancava solo la consapevolezza. Forse mancava il "rendersi conto".
E con la morte della speranza rinasco io.
Metto l'ultimo tassellino e ricomincio a vivere. A vivere sul serio. Senza celarmi dietro quel paravento. Senza che tutti i miei gesti siano finalizzati al "tornerà". A new life begins....
Signori della corte siate clementi: l'ho rivisto ed è stata colpa mia.
Ma è stato un fraintendimento, lo giuro, non volevo vederlo.
Che fai guardi le maglie con le fate? è tanto che aspetti? ci prendiamo 'sto benedetto caffè?
E mi ha accompagnata in stazione e fatto lo stupido e ci siam persi in chiacchiere, sigarette al freddo e ti scoccia se aspetto il tuo treno?
E riesco a pensare che domani sarà con lei, festeggerà con lei, amerà lei e non mi fa più male.
E vado a ballare con la mia amica speciale e siamo così belle in mezzo a gente e balliamo fino a notte fonda e il ritorno a casa sul treno testa che si perde per il sonno. Viaggi mentali e ancora feste e ancora piste e concerti e mi sto godendo questi giorni in attesa della primavera.
Arriverà presto, la primavera...
Dovrei cambiare registro, I think.
Avevo aperto questo piccolo angolo di mondo per potermi esprimere liberamente. Per liberare le parole che in un altro blog troppo pubblico non potevo urlare. Ma finisco solo per parlare di lui.
Forse è un esorcismo personale, forse è il pensiero che oggi è giovedì, che stasera sarà nella mia città.
Da una settimana non ho più notizie, non chiedo ad amici comuni, non voglio sapere. So solo che stasera sarà qui e leggerà le mie parole su un freddo schermo, non qui, non queste, ma quelle criptiche e incomprensibili.
Sì, ho girato pagina, ma ogni tanto guardo il foglio controluce per vedere se il passato si vede ancora.
Organizzo uscite e conosco gente nuova, mi tolgo sfizi e penso a me stessa.
Mi coccolo e mi curo.
Nella più frequentata aula studio di questo ateneo mi guardo attorno.
Vorrei incontrarlo per strada per caso e sbattergli addosso la nuova me stessa.
Oggi è giovedì e potrebbe essere dall'altra parte della strada, domani, come ogni settimana, tornerà a casa.
Solo il giovedì.
Questa settimana è passata in fretta, ora che ho preso le mie decisioni il tempo ha ricominciato a scorrere con le giuste proporzioni.
Vorrei che continuasse così, vorrei stare subito bene..
Fondamentalmente so che sopravvivrò.
So che per anni ho cercato una persona dalle caratteristiche impossibili, una lista da più di 50 punti. Per anni ho pensato che una persona così non potesse esistere.
Poi ho visto che c'è gente che ci si avvicina molto. Mi sono lasciata andare, ho perso la testa, mi sono innamorata, chiamatelo un pò come vi pare.
Crazy little thing called love.
Razionalmente riesco a vedere molto più chiaramente io nelle sue scelte di quanto non abbia mai fatto lui. Razionalmente so che un giorno si renderà conto e tornerà.
Ma sempre razionalmente so anche che tutti gli sforzi che potevo fare ora li ho fatti, ed è ora di chiudere la porta.
Lui se n'è andato, ha lasciato questa città, non tornerà.. stavolta la scelta la prendo io.
Chiudo i ponti.
Non per sempre, non so per quanto.
Ma è finito il tempo in cui pensavo che bastasse fargli capire quanto sono speciale per tenerlo aggrappato a me.
Lui ha fatto la sua scelta, tra me e lei ha scelto lei.
E' ora di voltare pagina.
Non dimenticherò, non lo farò mai. Ma è ora di guardare avanti..
C'eravamo datti appuntamento al solito posto, alle 6.30 di un mercoledì sera.
Avevo tanta paura di ciò che sarebbe passato nel mio cervellino una volta incontrati i suoi occhi.
Ma non c'era imbarazzo, non c'era tensione. Al tavolino del bar abbiamo parlato delle nostre utlime settimana di vita. Gli parlo di un film di Murray, mi fa pensare a me, troppa ciclicità nella mia vita. Ride, prima o poi troverai l'uomo giusto.
Cazzo eri tu quello giusto.
Ti parlo di gente che non capisce il perchè e tu la pensi come me. Nessuno è stato all'interno della nostra storia, nessuno ha vissuto quello che abbiamo vissuto io e te insieme, nessuno può capire.
Esco da un'ora di chiacchiere, ne esco forte e felice. Rido al pensiero di chi mi aveva detto "evita, non devi vederlo", gli sbatto in faccia la mia sicurezza e la mia serenità.
Mi sento forte e cammino tra la folla a testa alta. Non scherzate, sappiate che ero fermamente convinta di me stessa e non potevo prevedere crolli, non prendetemi in giro.
Credevo di essere forte, forse sono solo una stupida debole.
Facciamo una festa a casa mia. Diceva non sarebbe venuto.
L'ho trovato alla porta.
Io spavalda, bella, flirtavo col mio migliore amico davanti ai suoi occhi.
Lui mi cercava, cercava un contatto, mi chiede grattini alla schiena e al mio pensi mai a me? sì, mi risponde.
E da lì al baratro il passo è breve. Notte di deliri. Provo ancora dei forti sentimenti per te, sono ancora perdutamente persa per te.
Vediamoci stamattina.
Ti comporti come quando eri l'altra mia metà, mi abbracci e scherzi. Il tuo comportamento tradisce i mille dubbi che ti porti dentro ma le tue parole non lasciano spazio a ripensamenti.
Ti porterò a mangiare giapponese, ti ci porterò quando starai bene e sarai consapevole e non ti ferirai da sola.
Non so più che cazzo fare... rispondi alla mia domanda, rispondi tu che sei il responsabile di questo dolore che mi porto dentro, che cazzo devo fare?
Ho ballato felice abbracciata alla mia amica, muovendomi al ritmo della musica.
Guardatemi.
Cerco con gli occhi una persona, vieni a ballare con me. Ho bisogno di un chiodo.
Un chiodo per scacciare quel pensiero costante dalla mia mente.
Non riesco a flirtare con la stessa spensieratezza di un tempo, ma sentirmi bella mia fa stare bene.
Guardami e balla con me.
Il ritorno a casa fa sempre bene. A casa gli amici sono più amici, il calore scalda di più, basta anzare la cornetta e dire "arrivo" e mi ritrovo immersa in calore umano.
Un cinema e un pub, giochiamo a trivial con domande difficili, rientro troppo tardi.
Da ormai troppi giorni rientro troppo tardi. Vivo di notte, dormo di giorno.
E la domenica inizia a pomeriggio inoltrato.
E chiamo un folletto che mi chiama gnoma. Ti prego posso venire da te?
E fingo di non aver fame ma divoro piadina. Mi stendo sul letto e mi faccio abbracciare.
Il film non vuole finire più. Mi faccio coccolare.
Sto per tornare. Non ne ho voglia. Potrei incontrarlo, voglio incontrarlo, ma ho un pò paura...